Dolore o fitte con bevande fredde, calde o cibi dolci possono avere cause diverse. Individuarne l’origine è il primo passo per proteggere il dente.
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Carie dentale
Una carie può inizialmente non provocare alcun disturbo. Quando raggiunge la dentina può comparire sensibilità al freddo, al caldo o agli alimenti dolci. Se la lesione progredisce verso la polpa dentale, il dolore può diventare più intenso e persistente.
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Recessione gengivale e dentina esposta
Quando la gengiva si ritira, una parte della superficie radicolare può rimanere esposta. La dentina è più sensibile agli stimoli esterni e può provocare la caratteristica fitta soprattutto a contatto con il freddo.
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Infiammazione della polpa dentale
Quando l’irritazione coinvolge la parte più interna del dente, la sensibilità può trasformarsi in un dolore più intenso o persistente. In alcuni casi il dolore può comparire anche spontaneamente, senza contatto con cibi o bevande.
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Osserva quanto dura il dolore
Una fitta breve che scompare subito dopo lo stimolo può avere un significato diverso da un dolore che continua per diversi secondi o più a lungo dopo aver bevuto qualcosa di caldo o freddo. La durata del sintomo è un’informazione utile per la diagnosi.

Non ignorare un dolore che aumenta
Se la sensibilità diventa progressivamente più intensa, compare spontaneamente o interessa sempre lo stesso dente, è consigliabile effettuare un controllo per individuarne la causa prima che il problema possa progredire.

Evita rimedi fai da te
Dentifrici per denti sensibili possono essere utili in alcune forme di ipersensibilità, ma non eliminano eventuali carie o problemi della polpa dentale. Se il disturbo persiste, è importante capire da cosa dipende.
Dal sintomo alla diagnosi
La sensibilità al caldo o al freddo può avere cause differenti. Una valutazione odontoiatrica permette di individuare l’origine del disturbo e di distinguere, ad esempio, una semplice esposizione della dentina da una carie o da un interessamento della polpa dentale.
Individuare correttamente la causa consente di stabilire quale percorso terapeutico sia più appropriato e, quando possibile, preservare il dente naturale.
