Un dente che si muove non va ignorato: individuarne la causa precocemente può aiutare a conservarlo e a proteggere la salute delle gengive e dell’osso che lo sostiene.
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Individuare la causa
La visita permette di valutare il grado di mobilità del dente, lo stato delle gengive e dei tessuti di sostegno, l’occlusione e gli eventuali segni associati. Quando indicato, il quadro viene completato con esami radiografici e valutazione parodontale.
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Controllare il problema
Il trattamento dipende dalla causa individuata. Quando è presente una malattia parodontale, il primo obiettivo è controllare l’infiammazione e ridurre i fattori che favoriscono la progressiva perdita dei tessuti di sostegno del dente.
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Rivalutare il dente nel tempo
Dopo la prima fase di trattamento è importante rivalutare la risposta dei tessuti e la stabilità del dente. In base ai risultati si stabilisce se siano necessari ulteriori interventi e quale programma di mantenimento sia più appropriato.
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Non aspettare che peggiori
Un dente che inizia a muoversi merita una valutazione, anche in assenza di dolore. Intervenire precocemente permette di identificarne la causa e valutare le possibilità di conservarlo.

Non decidere subito di estrarlo
La mobilità non significa necessariamente che il dente sia da estrarre. Prima di prendere una decisione è importante valutarne il supporto osseo e parodontale e stabilire una prognosi.

Non trascurare gli altri segnali
Gengive che sanguinano, recessioni gengivali, alito cattivo persistente o cambiamenti nella posizione dei denti possono accompagnare un problema parodontale e meritano un controllo.
Quando la mobilità è legata alla parodontite
Quando la mobilità dentale è causata dalla perdita dei tessuti di sostegno, è necessario valutare presenza, estensione e gravità della malattia parodontale. Dopo la diagnosi viene definito un percorso terapeutico personalizzato con l’obiettivo di controllare l’infiammazione, preservare i tessuti residui e mantenere i denti quando le condizioni cliniche lo consentono.
